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Pile ou Face: storia, monete, leggende e scelte per la nostra app

Alt Interpretazione AI del denier carolingio

Illustrazione co-creata con Nano Banana

⚜️ Pile ou Face

Storia, monete, leggende e perché abbiamo scelto il denaro carolingio

La Francia non ha inventato il lancio della moneta, ma ha sicuramente contribuito a renderlo affascinante. Accanto al moderno pile ou face, probabilmente i francesi hanno giocato per secoli a croix ou pile, oppure croix ou pille.

In questo post si palesano le domande: come nasce la formula, quali monete la rappresentano meglio, e perché abbiamo scelto il denaro carolingio come simbolo ufficiale della modalità francese del testa o croce per la nostra app: Cleromanzia.


1. Prima di “pile ou face”: croci, colonne e un po’ di caos semantico

La parola pile è un piccolo universo:

  • palo, colonna (da cui pilier, pillar)
  • punzone del conio
  • rovescio della moneta
  • pezzo di metallo da battere (piler = pestare)
  • e persino, secondo alcune teorie popolari, la prora di una nave (da cui pilote)

Insomma: un termine multitasking.

Ma nel contesto monetale medievale francese, pile significa soprattutto rovescio.
E il rovescio, per secoli, ha mostrato un’immagina impressa con un punzone, stampata contro un’incudine.

Ecco perché in altre formule si trova croix ou pile se al posto della faccia troviamo una croce.


2. La testimonianza di Rabelais: “croix ou pile”

Nel Gargantua di François Rabelais (pubblicato per la prima volta nel 1534), il riferimento a questo sistema binario si trova nel celeberrimo Capitolo XXII (22), intitolato “Les jeux de Gargantua” (I giochi di Gargantua).

Il contesto è quello della mastodontica lista di giochi (oltre duecento) a cui il giovane gigante si dedica sotto la guida dei suoi vecchi precettori sofisti, prima che Ponocrate rivoluzioni la sua educazione. Rabelais inserisce la struttura della decisione booleana proprio all’interno di questo catalogo enciclopedico del gioco e della sorte.

Ecco l’estratto esatto in lingua originale, inserito nel flusso ritmico della prosa rabelaisiana:

L’estratto (Gargantua, Cap. XXII)

« Puis si baissoit le temps, alloient es prez, & là joüoient : Au flux : Alla prime : Au piquet […] Au pille, nade, jocke : A la croix ou pile : Al’avy : Al’espingre […] & passans le temps, chassans le bourdon, s’esveilloient le sens & l’esprit. »

Riferimenti Bibliografici per la Citazione

Autore: François Rabelais

Opera: La vie très horrifique du grand Gargantua, père de Pantagruel

Anno di prima pubblicazione: 15341534 (Lione, François Juste).

Capitolo: XXII (“Les jeux de Gargantua”). Nelle edizioni moderne basate sul testo definitivo del 15421542, è stabilmente il capitolo 2222.

Edizione critica di riferimento consigliata:

F. Rabelais, Œuvres complètes, a cura di Mireille Huchon, Bibliothèque de la Pléiade, Gallimard, Paris 19941994, p. 6464.

(Alternativa commerciale comune): Éditions Garnier Frères, Parigi, collana “Classiques Garnier”.

Nella filologia del gioco, la formula antica “croix ou pile” (o croix et pille, a seconda delle varianti ortografiche dell’epoca) è l’antenato medievale e rinascimentale del nostro “testa o croce”. Inserirlo nel catalogo dei giochi di Gargantua non è un caso: per Rabelais rappresenta la forma più pura, immediata e radicale di riduzione della complessità a un bivio probabilistico (50%50\% di possibilità), l’archetipo perfetto della cleromanzia binaria applicata al quotidiano.

«jouer à la croix ou pile» Fonte: già in Le Figaro, vedi sotto

Questa forma arcaica è preziosa: ci dice che la croce era il riferimento principale, e che pile/pille era già il nome del rovescio.


3. Il passaggio a “pile ou face”: la svolta del 1548

Secondo Le Figaro (18/07/2024), che ricostruisce la storia dell’espressione:

«Le jeu s’appelait alors “croix ou face”. […] Puis, avec la régression du polythéisme, le portrait de Janus disparut, laissant place […] à une pile, “une sorte de colonne”. […] Rabelais scrive nel 15341534 “jouer à croix ou pille”. […] La croix fu sostituita dall’effigie del sovrano Henri II nel 1548, e da lì nasce il moderno “pile ou face”.»
Fonte: Le Figaro https://www.lefigaro.fr/langue-francaise/expressions-francaises/d-ou-vient-l-expression-tirer-a-pile-ou-face-20240718.

Il ritratto reale prende il posto della croce.
La lingua si adegua.
E nasce la formula che conosciamo oggi. In realtà, avendo la storia corsi e ricorsi, questo può essere accaduto anche prima. E infatti Cronaca Numismatica - 20 Aprile 2023 scrive di:

«uno dei pochissimi denari con il ritratto di […] il re franco Carlo I, che in seguito sarebbe stato chiamato Carlo Magno. […] rarissimi denari – si stima ne esistano non più di 35 esemplari – raffiguranti l’immagine realistica di Carlo Magno, realistica almeno quanto può esserlo un ritratto medievale in moneta. […] Non fu Carlo Magno a istituire il sistema di conio carolingio: fu suo padre Pipino il Breve […] Probabilmente nel 794 Carlo ordinò di aumentare il peso dei suoi denari. Da quel momento in poi, solo 240 pezzi dovevano essere realizzati da una libbra (lira) d’argento carolingia. Questo sistema è stato utilizzato dai mercanti per secoli. Per capire quanto fosse importante la monetazione per la politica di Carlo Magno […] Era a capo di un regno in cui una popolazione minuscola rispetto agli standard odierni era sparsa su un’area incredibilmente vasta. Come avrebbe potuto Carlo comunicare a queste persone che le governava? […] le monete col monogramma del sovrano servivano allo stesso scopo. Così, sebbene Carlo non potesse raggiungere tutti i contadini e i pastori, gran parte della popolazione era sicuramente a conoscenza della sua esistenza e del suo ruolo.» Fonte: Cronaca Numismatica https://www.cronacanumismatica.com/leccezionale-denaro-con-lunico-ritratto-coevo-di-carlo-magno/..


4. Modi di dire francesi e inglesi (gemelli separati alla nascita)

In Francia si diceva:

  • «n’avoir ni croix ni pile» → non avere un soldo
  • «tirer à croix ou pile» → lasciamo decidere il caso

In inglese esisteva:

  • «I have neither cross nor pile» → non ho un penny

Due culture diverse, stessa idea: se non hai né croce né pile, non hai niente.


5. Quale moneta potrebbe rappresentare meglio la tradizione francese?

Qui arriva la parte divertente: riconoscere uno status se chiaramente riconoscibile oppure scegliere il conio più iconico. Una ricerca sul web si è rivelata infruttuosa nel reperire documenti che possano far optare per l’uno o l’altro conio. E, del resto, è presumibile che l’usanza di lanciare una moneta possa essersi adattata alle varie “divise”.

A) Denaro carolingio (VIII–IX secolo) — la nostra scelta

  • Face: nome del sovrano (CAROLVS, HLVDOVVICVS…)
  • Pile: croce + legenda XRISTIANA RELIGIO
  • Semplice, elegante, immediatamente riconoscibile
  • È la base della monetazione francese medievale
  • Perfettamente coerente con la formula FACE OU PILE

B) Denier capetingio (XI–XIII secolo) — alternativa plausibile

  • In molte zecche la croce è sul dritto
  • Il rovescio mostra simboli locali (castelli, lettere, monogrammi)
  • Perfetto per una formula CROIX OU PILE o CROIX OU PILLE

C) Denari regionali (Tolosa, Poitiers, Parigi)

  • Croci gigliate, potenziate, ornate
  • Bellissimi, ma meno “universali”

6. Perché abbiamo scelto “FACE OU PILE” == denaro carolingio

Per tre motivi:

  1. Coerenza storica
    Il denaro carolingio ha una face e una pile nel senso moderno.

  2. Chiarezza per l’utente
    “Face ou pile” è comprensibile anche oggi.

  3. Armonia con le altre modalità dell’app

    • Grecia: HMEPA KAI ΝΥΞ
    • Roma: NAVIA AUT CAPITA
    • Francia: PILE OU FACE
      Tutte storiche, tutte eleganti, tutte coerenti.

7. Conclusione

La modalità francese della nostra app non è solo un “pile ou face”: è un piccolo viaggio nella storia della lingua, della moneta e del caso.

Abbiamo “scelto”:

PILE OU FACE

Denaro carolingio (VIII–IX secolo)

…perché, in assenza di controindicazioni, è per noi una combinazione autentica, chiara e bella da vedere.

  • È storicamente coerente con la formula pile ou face
  • È semplice da riconoscere anche per un utente moderno
  • Ha un forte valore simbolico (autorità + fede)

E se un giorno vorrai una modalità “Francia medievale fantasy”, beh…
croix ou pille è lì che ti aspetta.


🪙 Denaro Carolingio (VIII–IX secolo)

Periodo: Rinascita carolingia (ca. 780–900 d.C.)
Area: Francia altomedievale (Impero Carolingio)
Materiale: Argento
Diametro medio: 18182020 mm
Peso medio: 1,21,21,71,7 g Il denaro carolingio deriva dalla riforma monetaria di Carlo Magno (ca. 793793794794), che stabilisce: 11 libbra carolingia ≈ 408408 g 11 libbra = 240240 denari
→ quindi peso teorico di un denaro = 408240\frac{408}{240} ≈ 1,70 g Titolo dell’argento: variabile (spesso 80809090%)


🎨 Iconografia

Lato faccia della moneta

Dritto (FACE)

  • Monogramma o nome del sovrano (es. CAROLVS, HLVDOVVICVS)
  • Stile lineare, geometrico, essenziale
  • Funzione: identificare l’autorità emittente
  • È il lato che corrisponde alla moderna “face”

Lato pile della moneta

Rovescio (PILE)

  • Croce latina semplice
  • Legenda circolare: XRISTIANA RELIGIO
  • Simbolo cristiano e politico insieme
  • È il lato che definisce la “pile” nella formula face ou pile