
至哉坤元,萬物資生,乃順承天。坤厚載物,德合无疆。含弘光大,品物咸亨。牝馬地類,行地无疆,柔順利貞。君子攸行,先迷失道,後順得常。西南得朋,乃與類行;東北喪朋,乃終有慶。安貞之吉,應地无疆。
Complete is the ‘great and originating (capacity)’ indicated by Kun! All things owe to it their birth; - it receives obediently the influences of Heaven. Kun, in its largeness, supports and contains all things. Its excellent capacity matches the unlimited power (of Qian). Its comprehension is wide, and its brightness great. The various things obtain (by it) their full development. The mare is a creature of earthly kind. Its (power of) moving on the earth is without limit; it is mild and docile, advantageous and firm: - such is the course of the superior man. ‘If he take the initiative, he goes astray:’ - he misses, that is, his proper course. ‘If he follow,’ he is docile, and gets into his regular (course). ‘In the south-west he will get friends:’ - he will be walking with those of his own class. ‘In the north-east he will lose friends:’ - but in the end there will be ground for congratulation. ‘The good fortune arising from resting in firmness’ corresponds to the unlimited capacity of the earth.
- Source: Chinese Text Project
- Translations: Based upon copyright-expired translations, by authors such as James Legge and J.J.L. Duyvendak and manually adapted for the site.
- Structure: Pre-Qin and Han -> Ancient Classics -> Book of Changes -> Yi Jing -> Kun
- Digital Host: https://ctext.org/book-of-changes/kun
易經 - Yi Jing - I Ching: dalle Mutazioni antiche alla consultazione digitale
«Il Libro delle Mutazioni è un libro di saggezza, non di superstizione.»
(attribuito a R. Wilhelm)
1. Introduzione: che cos’è l’I Ching
L’I Ching (o Yijing, Libro delle Mutazioni) è uno dei testi più antichi e influenti della cultura cinese. È insieme oracolo, manuale di saggezza pratica, trattato cosmologico e laboratorio simbolico: un sistema che descrive il mondo come un intreccio di forze in mutamento continuo, in cui ogni situazione può essere letta come una configurazione di yin e yang.
In Occidente, l’I Ching è arrivato in modo decisivo grazie al lavoro di Richard Wilhelm (1873–1930), sinologo e missionario tedesco che visse per oltre vent’anni in Cina. Wilhelm non si limitò a tradurre il testo: lo studiò con maestri tradizionali, lo frequentò come strumento vivo e ne restituì una versione che cercava di mantenere la profondità simbolica e la stratificazione dei commentari antichi.
La sua traduzione tedesca, pubblicata negli anni Venti del Novecento, è diventata la base per la celebre edizione inglese curata da Cary F. Baynes, uscita nella collana Bollingen e poi ripubblicata da Princeton University Press. Questa edizione include il famoso saggio introduttivo di C. G. Jung, che vedeva nell’I Ching un esempio privilegiato di funzionamento del sincronismo: non un meccanismo causale, ma una corrispondenza significativa tra un evento psichico (la domanda, lo stato interiore) e un evento esterno (la configurazione delle linee).
Wilhelm, Baynes e Jung hanno contribuito a far percepire l’I Ching non come un “libro di magia”, ma come un dispositivo di riflessione: un modo per interrogare la propria posizione nel flusso degli eventi, per vedere le tensioni e le possibilità di una situazione, per assumere responsabilmente le proprie scelte.
Nota di progetto
Sto progettando di integrare l’intera esperienza di consultazione dell’I Ching — dal lancio delle monete alla generazione dell’esagramma, dalla lettura delle sentenze ai commenti alle linee — all’interno di una app Android:it.mensiva.cleromanzia.
L’app non è ancora pubblicata: la build è in dirittura d’arrivo e questo articolo ne anticipa la visione di fondo.
2. Cenni storici: dalle ossa oracolari alle “Dieci Ali”
2.1 Origini oracolari
Le radici dell’I Ching affondano nella Cina arcaica, in un contesto in cui la divinazione era pratica di governo e di vita quotidiana. Prima ancora della forma testuale che conosciamo, esistevano pratiche oracolari basate su:
- Ossa oracolari e gusci di tartaruga, incisi e poi sottoposti al fuoco per leggere le crepe;
- Segni e configurazioni che cercavano di cogliere il “verso” degli eventi, la direzione del mutamento.
Col tempo, queste pratiche si sono cristallizzate in un sistema di linee continue e spezzate, organizzate in trigrammi ed esagrammi, ciascuno associato a immagini naturali, situazioni umane, qualità del tempo.
2.2 Il nucleo degli esagrammi e i commentari
La forma “classica” dell’I Ching comprende:
- 64 esagrammi, ciascuno composto da linee (yin/yang);
- Una sentenza principale per ogni esagramma;
- Una serie di commentari che nel corso dei secoli sono stati raccolti sotto il nome di “Dieci Ali” (十翼).
Questi commentari non sono semplici note esplicative: sono testi filosofici e simbolici che hanno permesso all’I Ching di diventare un classico del pensiero cinese, influenzando profondamente:
- Il Confucianesimo, che vi ha visto un manuale di condotta etica e politica;
- Il Taoismo, che vi ha riconosciuto un modo di pensare il Dao come flusso di mutamento.
2.3 L’I Ching come testo di studio e di governo
Per secoli, l’I Ching è stato:
- Oggetto di studio erudito: commentato, ricommentato, interpretato;
- Strumento di decisione politica: consultato per valutare il momento opportuno, le conseguenze possibili, le tensioni latenti.
Questa doppia natura — oracolare e filosofica — è ciò che rende l’I Ching così difficile da incasellare: non è un “manuale di regole”, ma un atlante di situazioni, un repertorio di configurazioni del mondo e dell’agire umano.
3. Come avviene la consultazione: steli di millefoglie e monete
La consultazione dell’I Ching è un rito semplice e, allo stesso tempo, carico di significato: si tratta di generare un esagramma (e, eventualmente, le sue linee mutanti) a partire da un gesto casuale regolato da una procedura.
3.1 Il metodo tradizionale: steli di achillea
Il metodo più antico e “ortodosso” utilizza steli di achillea (millefoglie):
- Preparazione: si separa uno stelo (che rappresenta il “non numerabile”) e si lavora con i restanti .
- Divisioni e conteggi: si eseguono una serie di operazioni di divisione e conteggio, che portano a ottenere un valore per la linea (, , , ).
- Ripetizione: si ripete la procedura per ciascuna delle linee, dal basso verso l’alto.
Questo metodo è:
- Lento e meditativo: ogni linea richiede tempo e attenzione;
- Rituale: il gesto stesso diventa parte della consultazione, un modo per entrare in uno stato di ascolto.
Dal punto di vista probabilistico, il metodo a steli assegna probabilità diverse ai valori , , , rispetto al metodo a monete: le linee mutanti (6 e 9) sono meno frequenti, e questo ha implicazioni sottili sull’uso del testo.
3.2 Il metodo moderno: tre monete
Nella pratica contemporanea — e, soprattutto, in un contesto digitale — è molto più diffuso il metodo delle tre monete:
- Si prendono tre monete (idealmente con un lato “testa” e uno “croce” ben distinguibili).
- Si assegna un valore:
- Testa =
- Croce =
- Si lanciano le tre monete e si sommano i valori:
- = croce + croce + croce (linea yin mutante)
- = testa + croce + croce (linea yang stabile)
- = testa + testa + croce (linea yin stabile)
- = testa + testa + testa (linea yang mutante)
Si ripete il lancio sei volte, dal basso verso l’alto, ottenendo:
- Un esagramma di base (le sei linee);
- Eventuali linee mutanti (quelle con valore o ), che indicano un passaggio verso un esagramma “secondario”.
Il metodo a monete è:
- Rapido e intuitivo;
- Facilmente trasponibile in un’interfaccia digitale (tap, animazione, calcolo automatico).
3.3 Perché la scelta del metodo conta in una app
In una app come it.mensiva.cleromanzia, la scelta del metodo di consultazione non è solo un dettaglio tecnico:
- Il metodo a monete è ideale come default per l’utente che vuole una consultazione fluida e immediata.
- Il metodo a steli può essere offerto come modalità avanzata, per chi desidera avvicinarsi alla tradizione in modo più rituale e consapevole.
Una buona progettazione dovrebbe:
- Esplicitare le differenze di probabilità tra i metodi;
- Permettere all’utente di scegliere consapevolmente;
- Eventualmente offrire una spiegazione storica e simbolica dei due approcci.
4. La struttura del testo: sentenze, immagini, linee e commenti
Una volta ottenuto l’esagramma, inizia la parte più delicata: la lettura. L’I Ching non restituisce “risposte sì/no”, ma testi: brevi sentenze, immagini, commenti alle linee che vanno interpretati alla luce della domanda e della situazione.
4.1 Esagramma, trigrammi e immagine
Ogni esagramma è composto da:
- Sei linee:
- Linea continua = yang (attivo, luminoso, espansivo);
- Linea spezzata = yin (ricettivo, oscuro, contenitivo).
- Due trigrammi:
- Inferiore (linee 1–3);
- Superiore (linee 4–6).
I trigrammi sono associati a immagini naturali (Cielo, Terra, Acqua, Fuoco, Tuono, Vento, Lago, Montagna) e a qualità del tempo (inizio, compimento, pericolo, chiarezza, ecc.).
L’esagramma, come figura complessiva, è quindi:
- Una configurazione di forze;
- Un paesaggio simbolico in cui si colloca la situazione interrogata.
4.2 La sentenza principale
Per ogni esagramma, il testo offre una sentenza principale (guà cí), che:
- Riassume il tono generale della situazione;
- Indica spesso una direzione: favorevole, difficile, ambigua, rischiosa.
Nella traduzione di Wilhelm, la sentenza è accompagnata da:
- Una traduzione letterale;
- Un commento che ne esplicita il senso in termini di atteggiamento, decisione, cautela.
La sentenza non va letta come un “verdetto”, ma come:
- Una descrizione del clima;
- Un invito a posizionarsi in modo adeguato rispetto a quel clima.
4.3 L’immagine (大象, Da Xiang)
Accanto alla sentenza, troviamo l’immagine:
- Un breve testo che collega l’esagramma a una scena naturale o sociale;
- Un commento che suggerisce come agire in quella situazione.
Per esempio, un esagramma può essere associato a:
- “Il tuono sopra la terra”;
- “Il fuoco sotto il cielo”;
- “La montagna sotto il lago”.
L’immagine è preziosa perché:
- Traduce la struttura astratta in metafora concreta;
- Aiuta a visualizzare la situazione, a sentirla quasi fisicamente.
4.4 Le linee e i loro commenti
Ogni esagramma ha sei linee, e per ciascuna linea esiste un commento specifico:
- Le linee sono numerate dal basso verso l’alto (prima, seconda, …, sesta).
- Il commento alla linea descrive una posizione particolare dentro la situazione complessiva.
Quando una linea è mutante (valore 6 o 9), il suo commento diventa centrale:
- Indica il punto di transizione;
- Mostra dove la situazione sta cambiando, dove si concentra la tensione.
La lettura tipica prevede:
- Esagramma di base: sentenza + immagine.
- Linee mutanti: si leggono solo i commenti delle linee che cambiano.
- Esagramma risultante: si può considerare come “sfondo” verso cui la situazione si muove.
4.5 Il ruolo di Wilhelm nella struttura interpretativa
La traduzione e il commento di Wilhelm hanno una caratteristica importante:
- Non si limitano a “spiegare” il testo;
- Cercano di renderlo utilizzabile per la riflessione pratica.
Wilhelm:
- Mantiene la terminologia tradizionale (nobili, re, sacrifici, ecc.), ma ne offre una lettura simbolica;
- Insiste sul fatto che l’I Ching non è un manuale di predizione, ma un specchio del carattere e della situazione.
In una app, questo significa che:
- Non basta mostrare la sentenza “nuda”;
- È utile offrire livelli di profondità:
- Testo breve per la consultazione rapida;
- Commento esteso (anche in stile Wilhelm) per chi vuole meditare.
5. Bibliografia Essenziale sul I Ching
. Testo Fondativo (Occidente)
📘 Richard Wilhelm – I Ging. Il Libro dei Mutamenti
-
Edizione originale tedesca: I Ging. Das Buch der Wandlungen,
-
Traduzione inglese (Cary F. Baynes): The I Ching or Book of Changes, (Princeton University Press)
-
Traduzione italiana (Astrolabio): I Ching. Il Libro dei Mutamenti, (prima edizione italiana), varie ristampe
Nota:
È la traduzione che ha introdotto il testo in Occidente, con prefazione di Carl Gustav Jung.
Resta la versione più influente, simbolica e “spirituale”.
. Traduzioni Accademiche Moderne
-
Edward L. Shaughnessy – I Ching: The Classic of Changes $19964, Ballantine Books Traduzione filologica basata sui manoscritti di Mawangdui. Approccio storico-critico.
-
Richard Rutt – Zhouyi: The Book of Changes , Routledge Una delle traduzioni più tecniche e archeologicamente fondate.
-
John Minford – I Ching: The Essential Translation , Viking / Penguin Traduzione elegante, moderna, con note culturali e letterarie.
-
Thomas Cleary – The Taoist I Ching / The Buddhist I Ching –, Shambhala Interpretazioni taoiste e buddhiste, molto usate in ambito meditativo.
. Traduzioni e Commentari in Italiano
-
Alfred Huang – I Ching. Il libro dei mutamenti - Edizione italiana: , Edizioni Mediterranee Traduzione diretta dal cinese moderno, molto chiara e pratica.
-
James Legge – I Ching. Il Libro dei Mutamenti - Edizione italiana basata sulla traduzione inglese del Approccio missionario‑filologico, meno poetico ma storicamente importante.
-
Stephen Karcher – I Ching. Il libro dei mutamenti vivente - Edizioni Mediterranee Interpretazione psicologica e simbolica, molto usata in ambito contemporaneo.
. Saggi, Critica, Interpretazioni
-
Hellmut Wilhelm – Understanding the I Ching - 1960, Princeton University Press Figlio di Richard Wilhelm, chiarisce struttura, logica e filosofia del testo.
-
Marcel Granet – Il pensiero cinese Analisi antropologica del pensiero binario e ciclico cinese.
-
Joseph Needham – Science and Civilisation in China (vol. 2) Approfondisce la cosmologia Yin/Yang e i sistemi divinatori.
-
François Jullien – La propensione delle cose Non è un commento diretto, ma spiega la logica cinese del “tendere” e del “mutare”.
. Risorse Online Autorevoli
🔗 Chinese Text Project (CTP)
https://ctext.org/book-of-changes (ctext.org in Bing)
Testo originale cinese + traduzioni inglesi open source.
🔗 I Ching Online (versione filologica)
https://www.ichingonline.net
Consultazione digitale con riferimenti a Wilhelm e Legge.
🔗 Academia.edu – Sezione I Ching Articoli accademici, studi filologici, analisi dei manoscritti Mawangdui e Guodian.
🔗 Stanford Encyclopedia of Philosophy – Yijing https://plato.stanford.edu/entries/yijing/ Analisi filosofica rigorosa, aggiornata.
6. Riflessioni conclusive: I Ching tra oracolo, etica e interfaccia digitale
6.1 Oracolo o strumento di introspezione?
Una delle domande più frequenti è: l’I Ching “predice” il futuro?
La risposta, se vogliamo restare fedeli alla tradizione più seria e alla lettura junghiana, è: no, non nel senso di un calendario di eventi già scritti.
L’I Ching:
- Non dice “cosa accadrà” in modo deterministico;
- Mostra come è la situazione ora, quali forze sono in gioco, quali direzioni sono aperte.
In questo senso, è:
- Un oracolo etico: ti chiede di guardare te stesso, le tue intenzioni, le tue paure;
- Uno strumento di introspezione: ti costringe a formulare una domanda, a riconoscere che stai cercando qualcosa.
6.2 Rischi di banalizzazione
Nel portare l’I Ching in una app, ci sono alcuni rischi evidenti:
- Ridurlo a “generatori di frasi”: un responso veloce, senza contesto, che diventa quasi un meme.
- Incentivare un uso superstizioso: “lancio le monete e faccio quello che dice il testo”, senza assumermi responsabilità.
Per evitare questo, è importante:
- Offrire contesto storico e filosofico;
- Ricordare che la consultazione è un dialogo, non un ordine;
- Invitare l’utente a riflettere su come il responso risuona con la sua situazione reale.
6.3 Linee guida per una buona integrazione digitale
Una integrazione responsabile dell’I Ching in una app come it.mensiva.cleromanzia potrebbe seguire alcune linee guida:
- Chiarezza del flusso:
- Formulazione della domanda (magari con suggerimenti su come evitare domande troppo vaghe o manipolatorie);
- Scelta del metodo (monete / steli);
- Generazione dell’esagramma;
- Visualizzazione delle linee mutanti.
- Livelli di lettura:
- Sintesi breve: una frase che riassume il tono dell’esagramma.
- Testo completo: sentenza, immagine, linee mutanti.
- Commento interpretativo: eventualmente ispirato alla tradizione di Wilhelm, ma chiaramente indicato come “lettura” e non come “verità”.
- Educazione all’uso:
- Una sezione introduttiva che spiega la storia, la struttura, il senso dell’I Ching.
- Avvertenze sul fatto che non sostituisce decisioni consapevoli, né supporto professionale in ambiti critici (salute, finanza, ecc.).
6.4 I Ching come compagno di strada
Alla fine, la forza dell’I Ching sta in una cosa semplice e difficile:
- Ti costringe a fermarti;
- Ti chiede di ascoltare il modo in cui il testo risuona con la tua vita;
- Ti invita a decidere non in base a un automatismo, ma in base a una comprensione più ampia del contesto.
Portarlo in una app non significa “digitalizzare la magia”, ma:
- Offrire un ambiente strutturato in cui il rito della consultazione possa avvenire con rispetto;
- Rendere accessibile un classico di saggezza a chi, altrimenti, non avrebbe il tempo o gli strumenti per avvicinarsi alle sue 64 figure e ai loro commentari.
Se l’interfaccia saprà mantenere questo equilibrio — tra fedeltà storica, chiarezza simbolica e usabilità — l’I Ching potrà continuare a fare ciò che fa da millenni: non dirti cosa devi fare, ma mostrarti chi sei nel momento in cui stai per scegliere.
7. Nota finale sul progetto it.mensiva.cleromanzia
Questo articolo nasce anche come cornice concettuale per la build di it.mensiva.cleromanzia:
- L’obiettivo non è solo “automatizzare il lancio delle monete”, ma:
- Guidare l’utente nella formulazione della domanda;
- Visualizzare in modo chiaro esagramma, trigrammi e linee mutanti;
- Offrire testi che rispettino la struttura tradizionale (sentenza, immagine, linee) e, dove possibile, si ispirino alla profondità interpretativa di Wilhelm.
L’I Ching, in questo senso, non è un “modulo” in più dentro un’app di cleromanzia, ma un pilastro: un modo di pensare il caso, il tempo e la responsabilità che merita di essere trattato con cura, anche — e forse soprattutto — quando entra in uno schermo.